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Gli umani furono la prima razza ad essere creata dai Primi, per mano di Adun.

La leggenda racconta che i primi umani si insediarono alle pendici meridionali dello Scudo di Trerar, dove fondarono la città di Igar’tan. Si narra che lo splendore di questa città raggiunse livelli così grandiosi da infastidire persino alcuni tra gli dèi oscuri. Tanto che Ziregor, colto da invidia e con il tacito consenso di alcuni Primi, provocò un terremoto che la seppellì per sempre.

Gli umani sopravvissuti, divisi in vari clan, si distribuirono su tutto il continente: a ovest i clan si combattevano per il possesso delle fertili pianure e lo stesso succedeva tra i ghiacci perenni oltre la Grande Barriera, mentre a ud gli umani si erano divisi in tribù barbare in costante conflitto per il possesso dei territori di caccia. Ad est i clan si unirono in un’unica comunità più numerosa che costruì, sotto la guida di Darak, la città di Aurim, erede dello splendore di Igar’tan, che cinquecento anni dopo divenne la capitale del Primo Impero.

Intanto Adun aveva visitato i territori interessati da conflitti, cercando di convincere questi umani ad unirsi sotto un’unica bandiera. Gli umani delle pianure centrali seguirono il consiglio della divinità e con il suo aiuto costruirono Caladan, che divenne la capitale dell’Antico Regno Umano. Gli altri si rifiutarono di seguire le indicazioni di Adun, e per questo furono abbandonati dal dio.

Il primo periodo dell’Era dell’Ascesa vide l’Antico Regno Umano impegnato in una durissima guerra con l’Impero Elfico. Conclusa la guerra rimasero aspri attriti fra i due popoli, ed il Regno Umano volse le sue mire espansionistiche verso le terre ghiacciate oltre la Grande Barriera.

Intanto il Primo Impero prosperava ed anche i clan del nord vivevano in pace a parte alcuni scontri.

Alcuni soldati disertori del Regno Umano fondarono le Città Libere del Fuoco.

La comparsa della magia su Entara segnò una tregua tra i clan barbari, i quali composero un Codice che proibiva di usare tale potere per farsi guerra tra loro.

Il Primo Impero istituì un Circolo destinato a coloro che volevano imparare ad usare i nuovi poteri donati dagli dèi. Proprio il Circolo compì il folle gesto di cercare di elevare le razze di Ero al grado di divinità: tale scelleratezza causò il Grande Disastro. Il Primo Impero venne spazzato via ed al suo posto adesso si trova la Desolazione. Gli umani sopravvissuti si rifugiarono negli altri regni, anche se alcuni si diressero a sud, attraversarono il Mare delle Lacrime e assieme a gruppi di elfi, nani e halfling in fuga si insediarono sull’Isola Nuova.


Così fu la distribuzione degli uomini sulle terre conosciute di Entara fino al 3380 DA, fermo restando che la duttilità di questa razza li ha portati a raggiungere i luoghi più reconditi. Dopo tale data, che segna la tragica caduta delle meteoriti ed il cataclisma, gli umani hanno dovuto adattarsi a nuove e più difficili situazioni che hanno fatto della convivenza con altre razze e culture una necessità. Luoghi come Eldarin e Darok, totalmente o parzialmente preclusi agli umani in epoche passate, sono da circa un millennio insediamenti stabili di varie culture umane mentre luoghi come le fredde terre del nord o le pianure dell’Antico Regno Umano, che hanno visto gli albori di questa razza, sono adesso desolate lande selvagge tornare ai primordi del mondo.

In generale gli umani raggiungono la maturità a 15 anni e raramente arrivano ai 100.

L’Era dei Draghi si pone come una sfida del tutto nuova ed affascinante per questa razza, poiché la loro versatilità può essere un punto di forza nel ripopolamento delle terre di Entara.




UOMINI DI FERRO Modifica

  • Capacità Speciali: Padronanza Veloce, Abile
  • Classe preferita: Guerriero
  • Allineamento tipico: tipicamente neutrale o malvagio, raramente caotico
  • Divinità prescelta: Adun


Un tempo questi umani abitavano le pianure occidentali del continente e facevano parte di un regno orgoglioso e potente. Il cataclisma li ha dispersi, costringendoli a trovare rifugio ad Eldarin e Darok. La scelta dei primi fu dettata dalla speranza che un giorno, quando le loro terre fossero tornate abitabili, vi avrebbero fatto ritorno per ricostruire. Negli altri prevalse invece l’odio verso gli elfi bianchi e si spinsero ad est fino ai domini dei drow.

Dopo un millennio, entrambe le comunità hanno trovato una propria identità, seppur con caratteristiche estremamente diverse; coloro che vivono ad Eldarin, risiedono in uno dei due distretti in cui è suddiviso il quartiere che occupano assieme agli uomini del gelo. Chi vive a Darok risiede in superficie nel quartiere detto La Catena, ovvero un affioramento di roccia vulcanica che avvolge la conca centrale dove vivono gli altri umanoidi.

Rimangono nei racconti e nei libri i ricordi dell’antico splendore e la speranza di poterlo ripristinare. Tra i due gruppi si è persa la memoria l’uno dell’altro, ognuno troppo impegnato ad ambientarsi e sopravvivere sotto il proprio scudo.


Tratti caratteriali Modifica

Gli uomini di ferro hanno il carattere belligerante, tipico della loro profonda adorazione verso Adun. Sono molto ambiziosi e per questo altrettanto corruttibili. Queste caratteristiche si sono mitigate negli uomini di ferro che vivono ad Eldarin, i quali sono diventati più socievoli verso gli altri, meno rudi e severi con chi non la pensa come loro e più disposti ad aiutare il prossimo anche senza particolari tornaconti. Vi sono tuttavia lotte di potere tra i vari casati che meglio di ogni altra cosa mettono a nudo l’indole dominatrice di questa razza, sempre alla ricerca di potere, al limite con mezzi subdoli.

A Darok gli uomini di ferro hanno provato a ristabilire una civiltà simile a quella di Caladan, ma hanno subito influenze dai popoli adiacenti (drow in primis, poi mezzorchi) quindi nelle strade si respira il terrore delle persone normali e l'unico modo per non avere problemi è saper usare bene la spada o le arti magiche. Mai come in questo momento storico il nome di questi umani è azzeccato: solo i più tenaci sopravvivono a Darok. Questo stile di vita li ha resi cinici e scarsamente propensi a rapporti d'amicizia. Collaborano con gli altri solo per necessità, perchè sanno che a volte il numero può far la differenza, ma quando possono mettono i propri interessi davanti a tutto.

Sia a Eldarin che a Darok si venera Adun: nel primo caso più per una questione di folklore e senso di appartenenza a certe radici, nel secondo invece per sviluppare un’affinità spirituale con l’arte della guerra.

In generale gli uomini di ferro residenti ad Eldarin sono di indole neutrale, più raramente malvagia e tuttavia non caotica. Chi è nato a Darok è tendenzialmente malvagio.


Relazioni Modifica

Coloro che abitano a Darok hanno mantenuto l’indole estremamente razzista e xenofoba dei propri antenati, in quanto quella con gli altri umanoidi è più una lotta per sopravvivere che una convivenza. L’odio verso gli elfi bianchi, tramandato dai libri antichi, è quindi sopito da nuove e più pressanti necessità.

Ad Eldarin invece la convivenza pacifica con tante razze, tra cui uomini del gelo e gli elfi bianchi, ha aperto questo popolo verso la tolleranza. Anche se l’orgoglio può diventare arroganza soprattutto verso halfling del fuoco ed elfi bianchi, sono lontanissimi i tempi in cui gli stranieri venivano messi alla gogna pubblica per i più futili motivi.


Tratti razziali Modifica

La pelle va dal rosa scuro degli abitanti di Eldarin, al rosa pallido di chi vive a Darok. Capelli e occhi invece sono generalmente scuri. Coloro che vivono a Darok hanno qualche tatuaggio inerente alla guerra ed alla forza, ma a parte questo non curano molto il proprio aspetto preferendo la praticità e l’igiene garantita da capelli sempre cortissimi (anche nelle donne) ad acconciature ricercate, molto in voga invece tra coloro che vivono ad Eldarin.

Anche i modi di vestire sono diversi, in quanto a Darok si gira sempre armati con addosso armature o parti di essa e con abiti possibilmente di colori scuri per passare inosservati. Ad Eldarin invece è molto apprezzato il modo di vestire elfico. L’ambiente estremamente rigido di Darok fa si che qui l’aspettativa di vita per un umano non superi i 60 anni.


Classi consigliate Modifica

Tra gli umani di Entara, quelli nati a Darok sono i migliori guerrieri in quanto nati sotto la benedizione di Adun ed esposti ad una vita che ne perfeziona le tecniche; numerosi sono anche i chierici legati a tale divinità. Tra coloro che vivono ad Eldarin ci sono anche buoni ranger.



UOMINI DEL GELO Modifica

  • Capacità Speciali: Padronanza Veloce, Abile
  • Classe preferita: Ranger
  • Allineamento tipico: tipicamente neutrale e raramente caotico
  • Divinità prescelta: Cendar, Astus


Gli uomini del gelo sono ormai da un millennio insediati ad Eldarin, dove risiedono in un quartiere diviso da quello principale degli elfi bianchi e che condividono con i superstiti degli uomini di ferro. Nel corso degli ultimi anni, in seguito a certe incomprensioni e un clima sempre più teso nella capitale elfica, si sono spostati nelle zone limitrofe della foresta e principalmente nel villaggio gnomico di Dunford. In questo luogo la comunità ha prosperato e ha ritrovato molte delle antiche tradizioni, non dimenticando mai di cercare l'antica terra nordica.


Tratti caratteriali Modifica

Gli uomini del gelo non hanno dimenticato i capisaldi della civiltà di Grande Inverno (capitale del perduto Regno del Nord), primi fra tutti il rispetto delle leggi, della vita e la volontà d'animo nel difendere ciò che è proprio con ogni mezzo. Sono duri verso il nemico, ma in compagnia di un ospite gradito rivelano tutta la loro bontà. Persone dirette e sincere col rischio di sembrare rudi, sempre pronte a dare una mano ad un amico in difficoltà, gli uomini del gelo hanno saputo farsi rispettare dagli elfi bianchi grazie a queste nobili caratteristiche.

Questi umani sono molto uniti fra loro perchè sentendo che non potranno mai chiamare la Foresta d'Avorio o il ducato di Dunford "patria", in quanto si sono sempre sentiti ospiti di queste terre, sanno quindi che solo il senso di fratellanza può garantire l'identità del popolo.

Rispetto ai propri antenati hanno perso quel senso religioso marcato, forse disillusi dai tragici eventi che hanno colpito Ero; è andata così perduta quella grande tradizione risalente alle antiche tribù nordiche, che li vedeva tra i chierici più capaci di Entara. Hanno allineamenti tendenzialmente neutrali, spesso tendenti alla legalità.


Relazioni Modifica

Sono essenzialmente rudi ma bonari, quindi il rapporto con le altre razze non è di norma conflittuale e si fonda sul rispetto reciproco senza particolari pregiudizi. Una caratteristica questa sviluppatasi nel millennio di convivenza forzata con altre razze all’interno degli scudi.

I due popoli umani (uomini del gelo ed uomini di ferro) furono costretti a vivere a stretto contatto nello stesso quartiere e ,nonostante che nel corso del millennio l'astio reciproco si fosse quasi spento, nell'ultimo periodo i vecchi dissapori hanno di nuovo allontanato i due popoli.

Si trovano molto bene con i nani di pietra, di carattere molto simile, mentre trovano irritanti ed invadenti gli halfling del fuoco anche se la loro insofferenza non sconfina mai nell’odio.

Con gli elfi bianchi il rapporto è di collaborazione e cordialità, ma raramente si trasforma in amicizia a causa soprattutto dell’altezzosità e della diffidenza degli elfi.


Tratti razziali Modifica

Gli uomini del gelo sono mediamente più alti di quelli delle altre razze e possono raggiungere i 2 metri. I maschi portano capelli lunghi di colore biondo o castano chiaro, mentre le donne possono avere capelli di un bianco candido fin dalla nascita. Alcuni maschi più tradizionalisti portano una folta barba, gli altri la tagliano persuasi dal clima mite. Le donne sono tra le più belle di Entara e quelle di corporatura più minuta possono essere scambiate in un primo momento per elfi.

Il colore della pelle è rosa candido, gli occhi sono frequentemente verdi o azzurri.

Gli uomini del gelo adorano vestire in maniera comoda e per questo riadattano a modo loro i pregiati tessuti che gli elfi bianchi usano per le lunghe tuniche.


Classi consigliate Modifica

Gli uomini del gelo si sono integrati perfettamente con l'ambiente circostante e la duttilità tipica degli umani ha fatto sì che in poco meno di 1000 anni nascessero ranger la cui abilità può essere paragonata a quella dei concittadini elfi. Coloro che risultano particolarmente devoti diventano chierici di Cendar.



UOMINI DEL MARE Modifica

  • Capacità Speciali: Padronanza Veloce, Abile
  • Classe preferita: Chierico
  • Allineamento tipico: tipicamente buono tendente al legale
  • Divinità prescelta: Darak


La civiltà di questi umani non ha subito particolari stravolgimenti; solo i primi tempi dopo il cataclisma, con la città di Killian sovraffollata dei profughi di Bosco Vento, si crearono tensioni sociali tra coloro che non avevano posto dove dormire. Il Senato provvide ad un piano per l'allargamento della città oltre le fortificazioni, risolvendo nel giro di pochi decenni il problema. Gli uomini del mare si sono ben adattati a questa situazione in quanto da sempre l’uguaglianza è un solido fondamento della loro civiltà.

Gli uomini del mare sono più o meno consapevoli del destino toccato alle terre di Entara, per questo ringraziano più che mai Darak e con lui il drago d'oro che ha eretto lo scudo.


Tratti caratteriali Modifica

Gli uomini del mare sentono di essere privilegiati rispetto agli altri popoli toccati dal cataclisma e non protetti dagli scudi. Per questo sono disponibili ad aiutare il prossimo, e soprattutto adesso che non c'è più il lembo di mare che li divide dal continente avventurieri (chierici e/o paladini soprattutto) partono con l'intento di portare aiuto dove per un millennio è regnata la disperazione. Sono sempre aperti verso nuove amicizie, senza pregiudizi e giudicando una persona esclusivamente per come si comporta. Verso chi non rispetta i concetti di legalità, uguaglianza e giustizia, che negli uomini del mare sono radicati, si pongono inizialmente in modo costruttivo ma sono pronti ad usare modi più convincenti se l’interlocutore si rivela particolarmente recidivo.

La saggezza dimostrata dal Senato nel governare ed il continuo contatto con l’ordine dei Paladini hanno reso gli umani che abitano queste terre estremamente retti, onesti ed obbedienti alle istituzioni verso le quali c’è estrema fiducia. Le eccezioni sono estremamente rare e spesso è la comunità stessa ad isolare tali individui ed a segnalarli alle autorità. Solitamente questi umani sono non-malvagi e propensi alla legalità.

Gli uomini del mare sono estremamente religiosi ed i culto più diffuso è quello di Darak, seguito da quello di Cendar ed Elac.


Relazioni Modifica

Sono tolleranti verso le altre razze, ed ancor di più dopo la convivenza forzata sotto lo scudo protettivo, purché si dimostrino rispettosi delle leggi e degli altri.


Tratti razziali Modifica

Solitamente questi umani hanno la pelle abbronzata. Gli altri tratti razziali sono estremamente eterogenei in quanto nella Repubblica approdavano e si stabilivano disperati in cerca di aiuto provenienti da tutta Entara.

Gli uomini del mare vestono in modo semplice ma elegante, un misto tra la comodità preferita dagli umani e la delicatezza degli elfi blu. Molto apprezzati sono anche gli abiti gialli colore che, ricordando il sole, è simbolo di speranza e rinascita in queste terre.


Classi consigliate Modifica

Killian attualmente dispone forse del più imponente esercito di Entara, quindi la figura del guerriero è estremamente ricercata. Molti si uniscono alle Chiese più importanti per imparare la dottrina e portarla nel mondo. Killian ospita anche numerosi apprendisti maghi.



UOMINI DEL SUD Modifica

  • Capacità Speciali: Padronanza Veloce, Abile, Robustezza
  • Classe preferita: Chierico/Barbaro
  • Allineamento tipico: caotico tendente al neutrale
  • Divinità prescelta: Yben


Riuniti in un'unica tribù nomade e mischiati da millenni con orchi e mezzorchi, questi umani vivono in una civiltà dai costumi quasi primitivi e fondata sulle superstizioni e sulla naturale legge del più forte.

Hanno rischiato l'estinzione nei secoli successivi al cataclisma, in quanto le Piane hanno subito un progressivo processo di desertificazione perdendo molte risorse naturali. Il mancato aiuto da parte dei popoli chiusi sotto la protezione degli scudi ha fatto crescere l'odio negli uomini del sud; a questo si è unito un senso di superiorità verso gli altri popoli allorché le Piane, scemato l'effetto dannoso della catastrofe, stanno progressivamente riacquisendo le caratteristiche più idonee alla vita selvaggia.

Ovviamente presso questo popolo la tradizione orale è molto forte, quindi si tramandano numerose leggende sul periodo post-catastrofe che elogiano la tenacia dei barbari e la codardia degli altri popoli.


Tratti caratteriali Modifica

Questi umani sono violenti ed impavidi; vivono in maniera spartana a contatto della natura e rifuggono la società civile, da loro ritenuta piena di futilità. L’onore è estremamente importante in quanto influisce sui rapporti con i fratelli della tribù; per accrescerlo si gettano continuamente in imprese nelle quali incrociano le proprie armi con esseri feroci e terribili.

Poiché vive a contatto con la natura e la sua sopravvivenza dipende da essa, un uomo dei sud la rispetta e la venera in quanto forza superiore alla quale tutti i mortali devono sottostare.

Gli uomini del sud sono estremamente orgogliosi della loro capacità di sopravvivere negli ambienti ostili solo grazie alle proprie forze. Sono persone di poche parole che fuggono conversazioni inutili e soprattutto con esseri più deboli. Tendono ad essere estremamente pratici nelle loro attività e nelle loro decisioni, talvolta col rischio di risultare ottusi e violenti.

Sono riluttanti a fidarsi di chi non appartiene alla tribù ed ancor meno a stringere amicizia con chicchessia, in quanto l’amicizia viene considerata un segno di debolezza. Per i membri della tribù sono comunque disposti a rischiare la vita.

Essendo estremamente superstiziosi obbediscono ciecamente ai propri sciamani devoti ad Yben, il dio che identifica la natura feroce e selvaggia; ritengono il cataclisma una prova del loro dio, che adesso li sta ricompensando dando nuova vita alle Piane. Il carattere di un umano del sud è sicuramente caotico e tendente al neutrale.


Relazioni Modifica

Gli umani del sud considerano fratelli tutti i membri della tribù siano essi altri umani, orchi o mezz’orchi. Chi non appartiene alla tribù è considerato un nemico, almeno finché non si guadagna il rispetto del clan con gesti che ne mostrino la forza. Si lanciano in scorribande con tutti i regni che si affacciano sulle Piane, più per dimostrare le propria forza che per conquistare territori. Particolare astio è nato nei confronti degli elfi dei boschi, il cui modo di intendere il rapporto con la natura è considerato profano e vengono dunque cacciati ogniqualvolta vi è occasione.


Tratti razziali Modifica

Attraverso alcune prove gli sciamani allontanano dalle tribù i neonati che si rivelano “deboli”. Per questo i barbari sono fisicamente robusti, alti fino a 2 metri e resistenti al dolore. Hanno la pelle scura cotta al sole delle Piane e ricoperta da simboli propiziatori e di riconoscimento per imprese eroiche. I capelli dei barbari sono neri e lunghi, spesso raccolti in trecce; le barbe curate sono spesso simbolo di virilità e importanza nel clan. Soltanto coloro che praticano le arti magiche hanno i capelli totalmente rasati, donne incluse. Un uomo del sud veste abiti semplici fatti da lui stesso con pelli e pellicce degli animali che ha ucciso; gli sciamani indossano ogni sorta di monile propiziatorio, come sassi, ossa o conchiglie, mentre i combattenti portano collane fatte con i denti di belve feroci nella convinzione che così lo spirito della preda possa accrescere la sua forza.


Classi consigliate Modifica

Gli umani delle tribù sono principalmente barbari ma anche i ranger sono numerosi: di solito loro è il compito di scoprire gli spostamenti dei branchi di animali. Gli umani rispetto alle altre razze del sud diventano sciamani più saggi